DISPLASIA DELL’ANCA NELLO SVILUPPO
- Dott. Andrea Bressa

- 25 set 2020
- Tempo di lettura: 2 min
In neonati e bambini con displasia congenita (lussazione) dell'anca, l'anca non si è formata correttamente, l’acetabolo infatti manca di profondità e il suo tetto rimane cartilagineo, favorendo una dislocazione del femore. Sebbene alcune forme di displasia sono congenite, molte altre sono invece legate allo sviluppo nel primo anno di età. Per capire quanto è importante ed influente questo tipo di deformazione, vi basti considerare che gran parte dei bambini con la displasia dell’anca andranno in contro in età adulta ad una protesizzazione precoce.
I fattori che possono essere dei campanelli d’allarme nel bambino sono:
· La lassità legamentosa,
· Una posizione podalica alla nascita,
· Una sindrome genetica,
· Una familiarità genetica.
· Un parto prematuro.
Spesso alla presenza di Displasia congenita dell’anca si associano:
· Deformazioni del piede,
· Torcicollo congenito,
· Scoliosi posturale,
· Plagiocefalia.
Il campanello d’allarme che può far pensare ad una possibile displasia dell’anca è quando si osserva che un neonato ha una gamba più mobile ed una spesso più estesa e più ferma. Quest’ultima è una gamba che presenta un problema di mobilità e quindi potrebbe evolvere in displasia.
Un buon funzionamento dell’anca di vostro figlio può essere aiutato da piccole accortezze da tenere tutti i giorni. Ad esempio, è molto importante che non teniate i bambini in braccio tutto il tempo e soprattutto non fasciatelo stretto, infatti quando le fasciature sono molto adese al corpo, le anche del piccolo vanno in adduzione facilitandone un errato sviluppo intrarticolare. È importante anche quando tenete vostro figlio in braccio, cambiare spesso lato, così da non tenere sempre la stessa anca adesa al nostro corpo. Dall’8° settimana, momento in cui il neonato inizia ad avere un miglior controllo cervicale, è molto importante tenere il bambino in braccio ed in stazione eretta. Questa posizione permette di tenere le gambe del bambino leggermente divaricate e poggiate sull’addome della mamma o del papà, permettendo un corretto sviluppo intrarticolare.
Oltre a tutti questi accorgimenti, va sicuramente effettuato un intervento fisioterapico per prevenire la lussazione articolare. L’intervento verte sia sul miglioramento della mobilità dell’anca, ma anche sul corretto funzionamento della schiena lombare e dell’addome, perché spesso si ha una stretta correlazione fra disfunzioni lombari e disfunzioni dell’arto inferiore. Inoltre un intervento precoce permette un recupero ottimale e rapido perché bisogna ricordare sempre che un neonato ogni giorno cambia e cresce, si sviluppa, quindi ogni giorno è fondamentale.




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